Giustizia, nuova fumata nera sulla prescrizione. Via libera al processo civile

di LIANA MILELLA

ROMA – Nuova fumata nera sulla giustizia. La prescrizione divide sempre la maggioranza. Il Guardasigilli Alfonso Bonafede non cede sull’entrata in vigore della sua legge (prescrizione “morta” dopo il primo grado) a gennaio 2020. E non accetta la controproposta del Pd. Altrettanto fanno i Dem che rifiutano la sua mediazione. Passa solo il nuovo processo civile, “una riforma che dimezza i tempi del processo” dice Bonafede. Ma il nodo resta la prescrizione.

Bonafede lancia due soluzioni “per venire incontro al Pd”. Le spiega così: “Per gli assolti in primo grado ci sarà una corsia preferenziale in appello, una trattazione urgente, che durerà solo pochi mesi”. Ancora: “Sarà agevolata la possibilità di accedere all’indennizzo, che già esiste, qualora ci sia uno sforamento dei termini”.  È un niet deciso alla prescrizione processuale chiesta dal Pd. Che da ieri, con una proposta di legge alla Camera, chiede anche il responsabile Giustizia di Forza Italia Enrico Costa che la battezza “processo breve” proprio come ai tempi del governo Berlusconi. Sua anche la richiesta di bloccare la prescrizione del ministro. Che il Pd potrebbe anche votare.

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