CASE PENTE COME LA BANDITACCIA… O SCHERZIAMO CON LE NECROPOLI?

di Luigi Liberatore – Prima una forchetta, poi una lama. Poi ancora qualche attrezzo rustico, bastoni e frammenti di cocci in argilla, una strozzatura del terreno, un avvallamento del terreno stesso, una buca delineata dalle acque meteoriche. A monte di tutto ciò l’ipotesi sostenuta dalla Soprintendenza che l’area possa essere interessante, infine la necropoli. Così è venuta a costituirsi questa ultima immagine di Case Pente e questa notizia, riportata proprio dalle colonne di questo giornale su cui scrivo, che dovrebbe essere l’apice di un discorso tale da obbligare la Snam, lo Stato e la regione Abruzzo ad abbandonare il sito su cui dovrebbe passare il gasdotto appenninico e sorgere una centrale di compressione.

L’area archeologica della Banditaccia a Cerveteri

I comitati cittadini che si oppongono alla realizzazione di tali strutture che in ambito nazionale vengono considerate come strategiche in quanto al trasporto di energia, fanno il loro lavoro che piaccia o meno, evocando tratti di storia e presumibili sviluppi che a me personalmente fanno solo ridere. Io posso scherzarci su questa storia della necropoli venuta alla luce a Case Pente, ma la Snam, lo Stato e la Regione non possono continuare ad affermare che il gasdotto e la centrale di compressione si faranno, che i progetti sono validi ed efficaci se per quel sito poi la Soprintendenza è protesa a sostenere le affermazioni dei comitati degli ambientalisti. La Snam, soprattutto, a cantiere aperto, ho l’impressione che stia tergiversando su questa notizia dell’apparizione di una necropoli a Case Pente, perché se così fosse dovrebbe chiudere l’area interessata e mandare all’aria un progetto che attraversa l’Appennino e che impegna risorse nazionali per miliardi. Che lì attorno sia spuntata una forchetta, poi un piatto rotto in più punti, e poi una buca larga e profonda da poter passare per tomba, siamo d’accordo. Che la Soprintendenza, pur di dare segni di vitalità e visibilità abbia condotto qualche indagine per tacitare la curiosità degli ambientalisti, pure ci siamo. Ma che oggi si parli di necropoli a Case Pente è un fatto enorme e che dovrebbe immediatamente portare le voci autorevoli del governo o a smentire o a prenderne atto. Io quando si parla di necropoli penso sempre a quella della Banditaccia, a quell’area funebre che si estende per ettari, dove le sepolture sono caratterizzate a pozzetto o a fosse di inumazioni, o a tumuli, alla via degli Inferi, che con Case Pente non hanno nulla a che vedere. Però Snam, Soprintendenza, regione Abruzzo e Governo su questa vicenda non possono continuare a traccheggiare. Pure se ci troviamo a Case Pente di Sulmona e non a Cerveteri.   

5 thoughts on “CASE PENTE COME LA BANDITACCIA… O SCHERZIAMO CON LE NECROPOLI?

  • Se scavano ancora trovano il Colosseo

    • Auahauahauahauahauau
      Il centro della Terra

  • Chissà come si svolgerà questa saga ?????
    Per certo il sindaco non ce la può fare e la sovrintendenza assieme alla regione non riescono a mettere a posto una discarica avvelenante figuriamoci la Snam.
    Giustizia è quello che ci vuole, ma uguale per tutti.

  • Sindaco?

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