LETTERA DI UNA VALSUSINA: “CARO COMUNE, ECCO PERCHÈ VENIAMO AL SUPERMERCATO”

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LETTERA FIRMATA

BORGONE SUSA / VAIE – Buongiorno, abito a Borgone Susa da quasi due anni, prima a Sant’Antonino di Susa. Volevo rispondere al Signor Sindaco del Comune di Vaie. Talvolta la scelta di un supermercato è dettata da un problema di costi o dalla necessità di trovare alimenti per intolleranti, che ahimé, non si trovano in tutti i supermercati.

Io ho sempre fatto la spesa al mercato di Vaie, perché li trovo alcuni alimenti senza glutine, che purtroppo non trovo in altri supermercati. Mio marito è celiaco, i prodotti senza glutine si trovano anche in alcune farmacie, non in tutte, non tutti i prodotti e soprattutto a dei prezzi veramente eccessivi.

Credo, che tra le motivate esigenze debba rientrare anche quella di poter fare la spesa per “tutta” la famiglia, trovando anche alimenti che vanno al di là del pane o dei biscotti senza glutine, perché anche chi è celiaco ha diritto di poter mangiare una torta salata, ad esempio. Ma soprattutto, se una persona decide di fare qualche chilometro per fare la spesa, forse è spinta anche dall’esigenza di poter risparmiare qualche euro.

Io vado sempre da sola a fare la spesa e soprattutto ci vado una volta alla settimana, se supero Sant’Antonino di Susa e mi spingo fino a Vaie, non credo di dimostrare inosservanza alle disposizioni del Governo.

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13 COMMENTI

  1. Col nuovo decretinone non si può più uscire dal comune in cui ci si trova.
    Per i ns geniali governanti vivere a Milano o a S.Didero è la stessa cosa.
    Quindi fuori dal negozietto di paese ci sarà la supercoda (ma forse dentro non ci sarà più merce)
    e i grandi supermercati, senza clienti, falliranno.
    E a S.Didero?

  2. Io credo che chi viva in business class ,e ha uno stipendio senza pensieri, non possa capire chi va al discount e compra mangiare a basso costo per arrivare a fine mese per mantenere la famiglia, come sempre diventiamo sceriffi con la pelle dei più fragili.

  3. Mi unisco all’autrice dell’articolo. Figlio celiaco, cittadina Borgonese, il supermercato offre una scelta più ampia rispetto ad altri di buoni prodotti per celiaci a prezzi ragionevoli. Ma forse non si capisce la differenza tra chi è di Vaie e va a fare la spesa 3 volte a settimana e tra chi arriva da un comune “vietato” e si carica il carrello per 10 giorni.

  4. Vi chiedono semplicemente per un po’ di tempo di non girovagare troppo ….siamo in piena epidemia non l avete ancora capito???

  5. Purtroppo sono perfettamente consapevole di questa pandemia visto che sia io che mio marito facciamo parte di quel personale sanitario di cui si parla dappertutto. Quindi come lei ben immagina, non abbiamo ne tempo ne voglia di girovagare,ma solo di fare la spesa nel minor tempo possibile e tornare a casa. Non è un problema andare in altri posti limitrofi, era soltanto un’osservazione SOGGETTIVA sull’argomento dell’articolo.

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