Lunedì – 3.a di Pasqua

CatturaRVangelo Gv 6, 22-29
Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafarnao alla ricerca di Gesù… Gesù rispose: “In verità, in verità vi dico, voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati”.

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E’ veramente imbarazzante trovarsi a faccia a faccia con una persona autorevole, che incute rispetto per la sua saggezza, coerenza e santità. In situazioni del genere si ricorre a frasi banali e a comportamenti convenzionali. E’ il caso di coloro che hanno inseguito Gesù, e che ora se lo trovano di fronte. Hanno timore di lui, perché intuiscono che, il gesto da lui compiuto sui pani e sui pesci, esige da loro una risposta pratica, che non sono disposti a dare. D’altra parte, sentono un’esigenza fortissima di Cristo; per questo non hanno la forza di abbandonarlo completamente. Allora ricorrono a parole poco sensate e ad atteggiamenti di compromesso. Una situazione del genere può crearsi ogni volta che ci accostiamo alla celebrazione e alla comunione eucaristica: ci troviamo a faccia a faccia con Gesù; stiamo attenti a non banalizzare l’incontro. Siamo sinceri con il Signore: diciamogli chiaramente che la sua presenza ci mette in imbarazzo, che abbiamo paura di andare oltre il gesto rituale e di scoprire il senso profondo dell’eucaristia. Di fronte alla nostra sincerità, ci verrà in aiuto, e poco alla volta ci farà scoprire e vivere il significato profondo del pane spezzato e del vino versato.