Misericordie: la Toscana candida Domenico Giani, ex Angelo del Papa, per la presidenza nazionale all’Assemblea di Giugno

Domenico Giani e PapaAlberto Corsinovi, presidente delle Misericordie toscane, ha incontrato un gruppo di dirigenti di varie Confraternite della regione, con i quali ha condiviso la disponibilità, ricevuta dal dott. Domenico Giani, fratello della Misericordia di Arezzo dal 1976, di porsi al servizio del movimento delle Misericordie d’Italia quale candidato a Presidente nazionale, in occasione del prossimo rinnovo degli organi confederali previsto per il giugno 2021.

All’unanimità è stato deciso di cogliere questa provvidenziale opportunità e procedere alla stesura di una bozza di programma, da condividere prossimamente con lo stesso Giani.

“Con la sua autorevole candidatura – evidenzia Corsinovi -  Giani potrà senz’altro aiutare il movimento delle Misericordie, nato dalla Misericordia di Firenze sorta nel 1244, in un ambizioso programma di rilancio delle proprie attività caritatevoli e di servizio, che contribuisca a superare il delicato momento attraversato. Per superare difficoltà grandi c’è bisogno di una grande unità che, da questo momento, è compito di tutte le Misericordie costruire insieme”.

Sulla questione è intervenuto anche il Vescovo Franco Agostinelli, Correttore Nazionale della Confederazione. “è di questi giorni la notizia della candidatura del Dott. Domenico Giani alla Presidenza nazionale della Misericordia. Sono certo che tutti voi conoscete il confratello Domenico per il ruolo svolto quale Comandante della Gendarmerie Pontificia, al servizio dei Pontefici S. Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco, raccogliendo ovunque stima e consensi, per la dedizione, competenza e senso ecclesiale con cui ha portato avanti il suo compito. Raccolgo pertanto ben volentieri l’invito a presentare il confratello Domenico, per la conoscenza di lunghi anni e la comunione fraterna che mi lega a lui e alla sua famiglia, da quando, ancora bambino, frequentava la Parrocchia del S. Cuore ad Arezzo, dove allora io ero Parroco. Non voglio spendere soverchie parole, ma credo di poter dire che la candidatura di Domenico è una preziosa opportunità per la Misericordia, per la sua preparazione professionale, ma soprattutto per la sua indole di persona buona e, al tempo stesso, ferma nei suoi principi. Le scelte che hanno accompagnato Domenico nel corso del suo percorso di vita, sono sempre state vissute come risposta ad una chiamata a servire la Chiesa e le persone più bisognose, fin dai primi passi all’interno del nostro Movimento, nel lontano 1976″.

Mattia Lattanzi
Dal numero 331 – Anno VIII del 3/3/2021