Chiesa di San Francesco di Paola – Castelleone di Suasa (AN)

Cenni Storici

Chiesa del SS. Crocefisso o di San Francesco di Paola

Coeva all’annesso convento dei Frati Minimi, del quale fa parte e ne segue le vicende, la chiesa è dedicata al Santissimo Crocifisso, la cui immagine troneggiava sull’altare maggiore. L’edificio sacro, più noto come di San Francesco di Paola per via del quadro ora posto sulla parete absidale entro un tempietto in marmo policromo, ha una sola navata ed originariamente disponeva di quattro altari laterali di cui ora non rimangono che le soprastanti strutture a rilievo in stile barocco. All’interno delle quali sono collocati i seguenti quadri: sul primo a destra l’Assunta in cielo sopra un paesaggio agreste con in primo piano, seppur minuto, un pastore appoggiato al suo bastone mentre controlla un gregge di pecore, leggermente più arretrato un paesino in sui spicca una torre campanaria che non può non richiamare la perduta torre dell’orologio sovrastante la porta di accesso al castello di Castelleone, poco distante una pieve, il tutto culminante in un monte rieccheggiante il nostro Catria. Nel corso del Sette-Ottocento, l’opera seicentesca attribuita al pesarese Terenzio Terenzi, detto il Rondolino, era stata ridipinta con un più modesto San Vincenzo Ferreri che con il restauro del 2007 è stato opportunamente rimosso; sul secondo il Santissimo Crocifisso di buona fattura dipinto su tavola, coevo all’edificazione della chiesa ed un tempo sull’altare maggiore; sul primo altare a sinistra una Madonna del Carmine con Santi Carmelitani; sul secondo la Madonna con il Bambino e Santi Domenico e Caterina di pittore ignoto degli inizi del XVIII secolo. Sulla parete di sinistra dell’abside è invece presente la Madonna di Loreto e Santi, opera di Ascanio Casola del 1674. Oltre ai quadri, nell’edificio sono presenti anche due statue: l’Ecce Homo in legno dipinto di buona scuola ed una più recente statua in gesso e resina raffigurante San Francesco di Paola. La chiesa, il cui soffitto e pavimentazione sono stati rifatti dopo la seconda guerra mondiale, è rimasta sostanzialmente inalterata ed ha un aspetto semplice ma sobrio ed armonioso. La facciata, scandita da forme geometriche in rilievo ornate da due nicchie e due finestre, è sormontata da un timpano in stile barocco culminante con una croce ed è affiancata dal campanile che la collega architettonicamente al convento. L’insieme, con i suoi giochi di luci ed ombre, si presenta come una scenica chiusura della direttrice di sviluppo del centro abitato, un cui lato è scandito da un suggestivo loggiato. Dopo il definitivo incameramento post unitario e il successivo passaggio al Comune, la rettorìa della chiesa è affidata al pievano parroco. Nel periodo pasquale, in onore del Santo Taumaturgo vi si tiene la tradizionale e secolare Festa del Perdono che ancora oggi richiama in paese una discreta affluenza di persone provenienti anche dai centri limitrofi.

Per approfondimenti maggiori: www.castelleone.disuasa.it

 

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