Breve analisi sui problemi del Jeet Kune Do 2


 

1 Il primo dei problemi, scaturito probabilmente dal fatto che esistono corsi per istruttori in tempi lampo, è quello dell’istruttore non qualificato.

Per non qualificato, laciando da parte la reale formazione del tecnico, intendo che non ha competenze della fisiologia, dell’anatomia e della biomeccanica del corpo umano. Questo problema porta non solo alla cattiva pratica dell’allievo, ma soprattutto a lungo andare genera infortuni nei praticanti.

Se gli istruttori escono come funghi, senza un certificato di provenienza doc, da un corso istruttori in 20 ore, o per aver preso parte a qualche seminario, ci meravigliamo se ci troviamo di fronte a queste problematiche?

2 Il JKD è spesso considerato come un sistema senza sistema, Bruce stesso disse: non è un sistema.

Ciò non significa che esso non è un metodo. Esso non è un sistema con tecniche, eccetto le tecniche che ne sostengono i concetti. Si tratta di un metodo di concetti utilizzati dal kung fu per la realizzazione di se stessi.

Tutto ciò suono molto zen. Allora arriva un enorme MA….

Se esso non rappresenta un metodo, non ha una struttura, è libero e non ha movimenti limitati, dove tu puoi fare ogni cosa purchè raggiungi la vittoria, allora cosa è il JKD? Tutto questo è ciò che traspare dagli scritti di Bruce Lee, e diversi suoi studenti hanno già scritto molti libri.

Il JKD è un metodo specializzato nei momenti iniziali di un combattimento, attraverso i vari argomenti scritti, anche da Bruce Lee stesso, attraverso video o libri, si possono realizzare due cose:

Il JKD ha una base di Wing Chun, un Wing Chun che è stato pesantemente influenzato da arti come il pugilato e la scherma occidentali.

Ciò che ha estrapolato Bruce Lee dalla sua sintesi ha portato ad analizzare e incentrare la sua arte nell’attacco. Nel momento dell’attacco tu devi intercettarlo e disperderlo, annullandolo.

In parole povere Bruce Lee ha costruito il suo sistema su quei micro secondi di un combattimento.

Ovviamente ci sono alcuni ovvi problemi con questo approccio:

Primo, focalizzarsi in un momento del combattimento ti fa trascurare gli altri tanti aspetti potenziali di un combattimento, Bruce era consapevole di questo, ed è per questo che ha analizzato altre arti, persino il grappling, ma d’altro canto, persino il Wing Chun è focalizzato su un particolare range di combattimento e quindi ha delle debolezze.

Secondo, le arti marziali hanno un database di informazioni, focalizzarsi solo sull’attacco e segnatamente, sui primi istanti di esso è come rifiutare delle informazioni, e rifiutare questo enorme database significa privare l’individuo del suo sviluppo e crescita.

Terzo, diretta conseguenza del secondo, considerare il corpo come un insieme. Se ci si esercita in maniera limitata, si svilupperanno solo determinati tipi di muscoli che utilizzano determinati movimenti, e ciò non fa lavorare il corpo in maniera completa, e ancora una volta darà una visione troppo limitata del combattimento e dell’idea che si ha di esso.

Bruce Lee aveva studiato altre arti ed aveva un magnifico database, lui raccomandava agli altri di non limitare se stessi al JKD, ma esplorare, in modo da avere un campo di studio dove poter applicare i concetti del JKD.

Bruce Lee nel tao del Jeet Kune Do, parla chiaramente di preparazione all’attacco, studio dell’avversario, i suoi punti forti e i suoi punti  deboli, la pianificazione dell’attacco. Ciò significa che il JKD non si limita solo ai primi secondi del combattimento, proprio per le numerose variabili che possono esseci durante un combattimento, in particolr modo quello non sportivo su strada.

Quindi solo dopo aver acquisito in maniera profonda il JKD, con una mente aperta e indagatrice, sarà possibile liberarsi anche del concetto di JKD, non prima, che è l’errore che fanno quasi tutti.

3 LA VIA PIU’ BREVE

Uno tra i più importanti principi del JKD è che la via più breve è una linea retta.

Sfortunatamente non è vero, dipende dalla situazione, per esempio in alcuni casi, se stai muovendo le mani in maniera circolare al modo del lop sao, potrai raggiungere il punto B partendo dal punto A ancora più veloce che in una linea retta, o nella peggiore delle ipotesi, nello stesso tempo.

Pensate alla distanza di combattimento (fighting measure) sarebbe la distanza ottimale per colpire l’avversario evitando di essere colpiti (!?) Quindi questo è un punto interessante, ti devi trovare abbastanza vicino da colpirlo, ma abbastanza lontano da non essere colpito??

Così questa è una cosa interessante e troppo spesso incompresa, e la gente per razionalizzarla definisce la misura di combattimento, oppure la descrive in una varietà di forme.

Il fatto è che le persone hanno una differente lunghezza degli arti, differenti stature, differente velocità, e così via. Se una persona ha una buona forma fisica e si è allenata assai, potrà chiudere la distanza in maniera rapida e potrà quindi prendere vantaggio da questo, più che dalla fighting measure.

La cosa importante è riconoscere il territorio che un corpo occupa e osservare a quale distanza l’avversario ha una reazione.

La distanza non è la stessa per ogni corpo, bisogna imparare ad avvicinarsi mascherando le proprie intenzioni.

Il JKD sostiene che il miglior attacco è l’arma più lunga verso il bersaglio più vicino, e il 99 per cento degli istruttori diranno, la gamba (strumento più lungo) verso il bersaglio più vicino, il ginocchio. E’ vero, ma in altre circostanze l’arma più lunga potrebbe essere il finger jab e il bersaglio più vicino, gli occhi.

Solo che non si può colpire con la punta delle dita una parte dura del corpo, e gli occhi, insieme alla testa sono in continuo movimento nel combattimento e il rischio di colpire con le dita una parte dura del cranio è molto alto.

Se pensiamo che Bruce Lee utilizzò le stoccate agli occhi contro Wong Jack Man, nel famoso combattimento, e non ebbe successo con esse…

4  E’ pericoloso lavorare in maniera parziale, molti istruttori di JKD per esempio, fanno lavorare solo esclusivamente i propri allievi in posizione di guardia destra, danneggiando il corpo, per mezzo di uno sviluppo asimmetrico. Allora se è vero che nel combattimento si terrà avanti quasi escusivamente il lato più forte e l’80% dei colpi saranno sferrati con gli arti avanzati, perchè tutti gli istruttori fanno lavorare i loro allievi sempre con la media del 100% con una unica posizione di guardia?

5 I QUATTRO ANGOLI

Sappiamo che, nel riquadro immaginario davanti a noi, i quattro angoli o quattro cancelli, esiste un’area dove effettuare correttamente le deviazioni nel JKD.

Ora la mano anteriore protegge i 4 angoli della finestra anteriore

La mano arretrata protegge i 4 angoli della finestra posteriore

(per chi non riesce a seguirmi, consiglio di vedere le fotografie presenti nel mio libro Jeet Kune Do – Aspetti fondamentali dell’arte marziale di Bruce Lee, pag. 73, e nelle foto immaginate che quella finestra sia doppia, una anteriore, una posteriore)

Ecco perchè si chiamano 8 posizioni difensive.

Bruce Lee nel suo libro Tao of Jeet Kune Do ne propone 4 per lato, e dunque otto in tutto, nel Bruce Lee’s Fighting Method ne propone 5 (ma sempre riconducibili a 4), in realtà nei suoi film ne utilizza una quinta, ma ne esiste anche una sesta utile, che a guardar bene, la troviamo accennata in alcune immagini dell’opera appena citata e ancora eseguita in alcune scende dei suoi film. Quindi le parare (parry) sarebbero 6 per braccio.

La prima tecnica è la parata con il braccio sinistro nel quadrante superiore sinistro, la mano durante la parata effettua una leggera rotazione in senso anti orario.

La seconda tecnica è con la mano destra nel quadrante superiore destro

La terza tecnica è con la mano sinistra nel quadrante basso sinistro

La quarta tecnica è con la mano avanzata nel quadrante basso destro

La quinta tecnica la parata viene effettuata tenendo le mani più vicine al corpo (parata esterna) esterna alta o esterna media, molto usata contro pugni diretti

La sesta tecnica è anche chiamata parata lunga, è l’esatto simmetrico della terza, può essere interna o esterna e vale come parata alta, media o bassa. Serve a proteggerci in caso di aggressione con corpi contundenti, unico punto debole è che ci lascia molto scoperti ma utile in talune circostanze.

I movimenti delle parate (deviazioni) debbono essere fermi, schioccanti e corti.

Qualche volta è utile effetturare un parry facendo un passo indietro con il piede posteriore, in tal caso è bene effettuare il passo prima o contemporaneamente alla parata, ma il piede deve atterrare solo a parata effettuata, è un errore effettuare il passo e successivamente la parata.

Variante della sesta parata, talvolta è considerata la stessa, è The cantilever presente nelle scuole della vecchia boxe è conosciuta con il nome di parata semicircolare per la linea bassa, ed è stata usata infinite volte da Bruce Lee nei suoi film, durante il movimento di parata l’avambraccio è parallelo al terreno.

Insomma non molti istruttori di JKD sono addentro ai vari argomenti, e questo è un’altro dei problemi nel JKD.

6 SUI CALCI

Spesso si dice o insegna, che alcuni calci, come gli spin kick o le spazzate non andrebbero studiati perchè non efficaci come altri in situazione da strada, ragazzi sono pure fesserie.

Tutto dipende da quanto tempo impieghi ad allenarli, ho visto dei praticanti eseguire degli spin kick senza preparazione e con una grande velocità e potenza da essere funzionali nel combattimento da strada. Il problema è che se non vuoi perdere tempo ad allenarti in alcune tecniche, ti stai limitando.

Se i calci a bassa e media altezza sono consigliati nel JKD, tu devi allenare anche i calci alti, perchè ti mantengono in buona forma, perchè migliorano l’elasticità ed anche l’esecuzione dei calci a bassa e media altezza. I calci vanno praticati stando in differenti posizioni, con differenti angolazioni.

7 CIRCA IL RITMO SPEZZATO

Il ritmo spezzato, promosso da Bruce Lee, ha probabilmente le sue radici più profonde nel pugilato, ma è tremendamente efficace contro gli stili classici, fatti dei loro blocchi e contrattacchi.

Ad ogni modo analizziamo queste cose:

Primo, bisogna comprendere che cos’è il tempo.

Il tempo è la misura della distanza.

Quando ci si allena nelle arti classiche si tiene la distanza lunga, con esercizi lenti, e lentamente si apprende e si apprezza l’importanza della distanza.

Prima uno realizza lo stato di mente senza mente poi imparerà ad usare il tempo di reazione.

Ma la persona che usa il tempo di reazione, si muove dopo, mentre la persona che utlizza l’intuizione si muove contemporaneamente e persino prima.

Persino il ritmo spezzato fallisce di fronte all’intuizione e allo stato di non mente. Allora, il JKD è ossessionato dalla velocità, ma essa può essere battuta dall’intuizione.

Secondo, la migliore soluzione è incrementare la velocità e utilizzare l’intuizione, sono sicuro che il più alto cultore di JKD lo fa, ma il più basso, no.

Per divenire abbastanza intuitivi, è necessario aver addestrato le tecniche più disparate, e la maggior parte dei praticanti di JKD che professano 4 pugni e 3 calci, non lo hanno fatto.

8 NON SIA MAI QUALCUNO FACCIA DOMANDE

La teoria e la filosofia delle arti marziali, è sulla bocca di tutti, ma nello stesso tempo è qualcosa di molto incompreso. Si usano frasi filosofiche, ma non si riescono a mettere in pratica, la filosofia viene utilizzata come giustificazione e per rendere mistica l’arte.

Bruce Lee non era realmente come l’acqua, era più simile al fuoco, ed è molto interessante che lui portava esempi di analogia con l’acqua.

La vera economia di movimento dipende dal fatto che tu divieni uno specchio per l’altra persona perchè ci sono 2 persone nell’universo.

Il valore di nuotare sulla terraferma (nuoto in secca) può essere utile, quando non hai l’opportunità di bagnarti….

C’è una certa disarticolazione passando dal Wing Chun, al pugilato e alla lotta libera, le teorie non calzano esattamente. Se hai praticato Chi Sao, fuori dalla Boxe, potrebbe essere stata una cura, ma incururvare le spalle potrebbe influenzare negativamente sull’allineamento del corpo.

Colpire e basta, ti porta ad avere un sistema basato solo sui colpi.

Il JKD funziona meglio sulla strada quando diviene pura distruzione, la ragione per cui esso non funziona bene sul ring, è perchè ci sono delle regole, non puoi colpire gli occhi, non puoi mordere, non puoi tirare calci ai genitali, e così via. Se togli queste regole, probabilmente il JKD regnerebbe supremo negli incontri di arti marziali miste o simili.

Uno dei grandi problemi circa il JKD è il voler imitare i movimenti di Bruce Lee nei suoi film. Bruce non fa JKD nei film, lui fa movimenti studiati per la videocamera, non dico di non fare quei movimenti, ma di separare la realtà dalla finzione cinematografica.

Bruce ad un certo punto, ha smesso di insegnare, si dice perchè lui capì che la sua arte era stata fraintesa, ma potrebbe anche essere la frustrazione nel vedere che i suoi studenti non potevano stare al suo passo, o forse anche perchè era troppo impegnato a girare i suoi film.

Spesso le persone studiano fino a che cominciano a regredire, il concetto di regressione verbalizza l’andamento dell’universo. Il sollevamento pesi spesso isola il corpo dall’insieme, ciò rende difficile imparare ad usare il corpo in armonia come un’unità singola, le forme incoraggiano l’uso del corpo come un tutt’uno.

La velocità è importante, ma non tanto quanto il controllare l’universo, perchè ci sarà sempre qualcuno più veloce.

Chi inizia a studiare il JKD entra direttamente negli studi avanzati, ciò significa che gli studenti si perdono tutte le informazioni (che poi gli risulteranno mancanti) degli studi tradizionali.

Quindi ci sono quelli che studiano il tradizionale e poi il JKD, ci sono quelli che studiano il JKD e contemporaneamente integrano con il tradizionale e poi ci sono quelli che non studiando il tradizionale iniziano subito con il JKD. Spesso questi ultimi, sostengono che il loro è il JKD autentico, bè chi sostiene questo o è un bugiardo o uno stupido.

Il JKD non rifiuta il classico, esso lo usa.

Liberati di ciò che non è utile o necessario, recita uno dei tanti detti del JKD, si ma attenzione potresti essere tu ad essere incapace di farlo funzionare, quindi sii accurato e non frettoloso prima di sbarazzarti di qualcosa….

9 ALLORA CHE COS’E’ IL JKD?

Quindi, se il JKD non è uno stile, se il JKD è libertà di espressione, se il JKD ha dei principi quindi delle linee da seguire è libero o no? Cosa è veramente il Jeet Kune Do?

Se fate questa domanda a 10 istruttori probabilmente otterrete 10 risposte diverse, per i tanti motivi già spiegati più volte in vari post, blog o nel mio libro, quindi la risposta seguente è la mia e mi auguro venga afferrato il concetto dalla maggior parte di voi.

Il Jeet Kune Do, termine coniato da Bruce Lee intorno al 1967, è la visione personale di Lee di un sistema di combattimento a mani nude. Dopo aver appurato che non è possibile rispondere in maniera ottimale a degli attacchi non ortodossi con gli schemi tradizionali delle vecchie arti marziali, composte da forme fisse o kata (un recente esperimento fatto avvalla il pensiero di Lee) che ogni combattimento non è sempre uguale e che è necessario adattarsi alla situazione, volta per volta, realizzò che la risposta ad un attacco doveva essere rapida, semplice, economica, per aver successo e agire in sicurezza.

Prendendo spunti dalle arti occidentali del pugilato e della scherma e conservando alcuni aspetti, anche se modificati, del Wing Chun, iniziò ad elaborare un sistema semplice come concetto ma per niente facile da mettere in pratica: il Jeet Kune Do.

Per poter paralre di JKD, è necessario rispettare i principi su cui si basa, poi l’artista marziale che diviene esperto e padrone dell’arte, sempre applicando i principi, combatterà volta per volta adattandosi alla situazione e all’avversario che ha di fronte, senza seguire uno schema fisso. E’ qui che bisogna fare attenzione!!!

Bruce Lee disse: modificare il proprio stile per adattarlo alle circostanze è lecito; ma, ricorda, non cambiare la tua forma di base. Per cambiamento di stile intendo modificazione del piano d’attacco.

E’ qui che la maggior parte dei praticanti non riesce ad accogliere il concetto. Libertà non significa fa quello che ti pare, movimenti ampi e complessi, oltre che dispendiosi, anti economici, sono pericolosi per chi li esegue. Massimo risultato con il minimo del dispendio energetico è uno dei punti focali in JKD. Il JKD arriva dritto allo scopo, non prende strade secondarie. Cambiamento di stile significa che, la combinazione delle tecniche apprese varia di volta in volta a seconda della situazione, ma la tecnica deve essere eseguita correttamente, una volta intercetterò con uno straight lead per poi passare ad una combinazione di colpi, una volta effettuerò ostruzione di gamba, una volta effettuerò una manovra evasiva per contrattaccare contemporaneamente oppure effettuerò un attacco indiretto progressivo, e così via, non c’è un metodo fisso per ogni situazione, il combattimento è pieno di variabili, devi assorbire l’arte affinchè il tuo inconscio lavori per te.

Invece la maggior parte dei praticanti pensa che cambiamento di stile o libertà significa passare da una tecnica di calcio del Taekwondo ad una proiezione di Judo, per poi applicare una chiave articolare del Jujutsu (termine corretto e non jujitsu).

L’errore grande sta li, il JKD non è arti marziali miste, o lo capisci o non lo capisci. Bruce Lee disse che il JKD è per una persona ogni 10.000, potrebbe sembrare una esagerazione forse, ma certamente non è un’arte per tutti, sopratutto concettualmente.

Sifu Enrico Abbruciati.



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2 commenti su “Breve analisi sui problemi del Jeet Kune Do